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mercoledì 12 agosto 2015

ALLORA GESU', FISSATOLO, LO AMO' !

Quando nel nostro browser digitiamo la parola “Padre misericordioso”, una delle prime immagini che saltano all’occhio è questa: Il Padre misericordioso del grande pittore olandese Rembrandth. In questa pittura vediamo l’immagine di un uomo pentito inginocchiarsi di fronte al Padre che amorevolmente gli cinge le spalle; il mantello rosso quasi a voler avvolgere anche il figlio, un perdono rosso come il sangue che Gesù versò sulla croce per i nostri peccati, ma anche rosso come il fuoco dell’amore.


 Altra immagine, se invece noi digitiamo la parola “Buon pastore”, è questa: un’ icona dove Gesù il buon pastore tiene sulle sue spalle un agnello, immagine dell’uomo smarrito e ritrovato. 



«Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
 Lc 15,7


Abbiamo quindi trovato due bellissime e intense immagini del perdono che Dio Padre dona all’uomo che tanto ama, ma l’immagine del prossimo Giubileo della Misericordia  è ancor più intensa e forte. 

Osserviamo attentamente …

Nel motto Misericordiosi come il Padre ( Lc 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre  ossia di donare amore e perdono senza misura. 
S.Agostino diceva: “La misura dell’amore è amare senza misura”.


La scena si colloca all’interno di una mandorla. I tre ovali concentrici, di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno, suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo (il colore blu lo identifica) fuori dalla notte del peccato e della morte (il nero). 

Adesso guarda bene il logo, 
guardalo con occhi attenti … gli sguardi che si scambiano Gesù e l’uomo che porta sulle sue spalle. 
I loro occhi si confondono. 
Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre.

Questo il cuore dell'immagine ...




Non sono solamente due occhi che si guardano, ma occhi che 
si fondono
in un nero profondissimo che indica l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che, senza misura, tutto perdona.
Nelle parole dell'autore del logo, la spiegazione più approfondita.





Il logo in bianco e nero per una eventuale attività con i bambini ....
     
 ... io ci sto ancora pensando !

sabato 25 aprile 2015

KINTSUGI


Le nostre ferite sono qualcosa da eliminare, occultare? Noi tendiamo a nasconderle, il nostro dolore, non va mostrato, per non riviverlo, per dimenticare. Un punto debole invece che un punto di forza. Ci mostriamo forti, inscalfibili, ci descriviamo come guerrieri, così saldi e statuari dentro le nostre grandi, sfarzose e luccicanti armature, senza ferite di guerra, ma con tanti trofei.

 Trofei? E se fosse altro di noi a dover scintillare? 

Kintsugi, letteralmente "riparare con l'oro". E' la pratica giapponese che consiste nel riparare gli oggetti rotti con materiale prezioso per risaltarne le crepe, le spaccature. Per i giapponesi, quando qualcosa si rompe, subisce e racconta una storia, diventa più bello, più prezioso, più raro. La ferita non è più una colpa, qualcosa di cui vergognarsi, ma è un simbolo. La vita è integrità e rottura. E non sarebbe tale senza cadute e rialzate leggendarie. Il dolore ci insegna, ci segna e ci urla che siamo vivi, che ci siamo e che stiamo vivendo ciò che abbiamo attorno, ciò che respiriamo.Anche noi cristiani, però, la pensiamo un pò come i giapponesi e lo abbiamo dimostrato ai nostri ragazzi con una semplice ma intensa attività ....

Un piatto a rappresentare la loro vita, il peccato lo ha rotto, il rendersi conto che tutto si aggiusta ma che solo il Signore lo rende speciale!




IL PECCATO PIU' PROFONDO NON E' L'AZIONE CHE IO COMPIO, MA E' IL PERMETTERE CHE LA MIA VERGOGNA MI SEPARI DAL PERDONO DI DIO.